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ADAMO CAFFE' 2025 - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI
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Lo sapevi che il nostro caffè è tostato a legna?

Adamo caffè è lentezza del fuoco, doratura che nasce e profumo che esplode. Tostare a legna significa onorare ogni singolo chicco, rendendolo unico. Tutte le fasi sono fondamentali, perché tutti gli aspetti contribuiscono al risultato ottimale: il solo risultato che prendiamo in considerazione. Il caffè, nella sua forma più arcaica, viene portato a circa 200°; il tamburo rotante gira senza fretta, l'odore sale e sale, i chicchi si ingrossano e diventano friabili. E' un processo lungo, che non ammette fretta, come ogni cosa che possiede un vero valore.
Il nostro caffè è prodotto da una delle più prestigiose torrefazioni campane, che attraverso il suo processo di tostatura esclusivamente a legna, rievoca l'antica tradizione sviluppata a Napoli nel 18esimo secolo.

 

È così che nascono miscele sublimi, opere d’arte le cui intense sfumature aromatiche suscitano nuove e profonde emozioni, rievocando allo stesso tempo i più dolci ricordi del passato.

 

Il sapore intenso arricchito dagli aromi e dai profumi dei legni scelti per la tostatura, un'esperienza unica ed indimenticabile per il palato degli amanti del caffè, lasciando un sorprendente retrogusto di cioccolato.

La buona tostatura come si faceva una volta

 

Abbiamo l’ambizione di restituire al caffè il suo sapore più autentico. Grazie all’esperienza dei nostri mastri tostatori abbiamo recuperato ed innovato l’antica tecnica della tostatura a legna: una cottura più lenta che privilegia la cottura del chicco fino al suo interno e dona al caffè più corpo e aroma.

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I benefici del caffè:
uno scrigno di antiossidanti

Vediamo meglio quali sono gli effetti benefici del caffè. Innanzitutto, il caffè è un prezioso alleato del benessere. Questo per la presenza di tanti composti naturali bioattivi come i polifenoli. Nella fattispecie, il caffè contiene acido clorogenico, lignani, l’alcaloide trigonellina e le melanoidine. Apporta, inoltre, magnesio, potassio e vitamina B3 (niacina). Tali elementi contribuiscono a:

- ridurre lo stress ossidativo delle cellule;

- migliorare il microbiota intestinale;

- modulare il metabolismo di glucosio e grassi.

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La storia del caffè: dalle origini ai giorni nostri

Non si sa con precisione quando il caffè sia stato scoperto e cosa abbia portato al suo consumo, anche se è possibile trovare centinaia di leggende sulle origini del caffè. La storia del caffè è certamente un’epopea affascinante, poiché ripercorre gli itinerari che i famosi e rinomati chicchi hanno tracciato nei secoli attraverso il mondo. Talvolta contrabbandato o rubato a reali e nobili, il caffè è uno dei prodotti che avrebbe cambiato in modo irreversibile l’economia globale.

Giorno dopo giorno, milioni di persone in tutto il mondo vi fanno affidamento, considerando che vengono consumate quotidianamente 2,25 miliardi di tazze di caffè a livello globale. Oggi il Brasile è il più grande produttore di caffè al mondo, la cui produzione ha luogo per circa un terzo nel Paese sudamericano.

Un’antica leggenda etiope, risalente al 700 d.C., narra che il caffè coltivato in tutto il mondo ha le proprie origini nelle antiche foreste di caffè dell’altopiano abissino. Secondo il mito, fu un pastore di capre di nome Kaldi a scoprire per primo il potenziale dei suoi rinomati chicchi.

Kaldi avrebbe scoperto il caffè dopo aver notato che le sue capre erano diventate incredibilmente energiche e insonni dopo essersi cibate delle strane bacche rosse di un particolare albero. Kaldi riferì la scoperta delle “capre danzanti” all’abate di un monastero locale, che ne ricavò effettivamente una bevanda, scoprendo di lì a poco che lo avrebbe tenuto sveglio durante le preghiere serali. L’abate condivise immediatamente la scoperta con i monaci del monastero e l’effetto energizzante di quelle bacche iniziò a diffondersi, raggiungendo inizialmente il Medio Oriente e la Penisola arabica. Poco dopo il caffè iniziò il suo interminabile viaggio attraverso il mondo.

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Anche il caffè nasce da un frutto

Il caffè prima di diventare un chicco pronto per essetostato, è un frutto piccolo, simile a una ciliegia, verde quando acerbo e rosso scuro una volta raggiunta la maturazione.

Ogni frutto del caffè contiene due semi che combaciano perfettamente, ognuno dei due protetti da una specie di pellicola argentea e racchiusi dentro una membrana, chiamata pergamino.

Il caffè nasce grazie a un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Rubiacee genere Coffea: esistono circa 100 specie del genere Coffea, ma per preparare la bevanda che noi chiamiamo caffè ne vengono utilizzate solo quattro che rientrano tutte in due generi: l’Arabica e la Canephora, comunemente chiamata Robusta.

La drupa, come qualsiasi frutto, cresce con i suoi tempi e matura sulla pianta passando dal verde al rosso quando viene ritenuta matura. Il tempo di maturazione può variare a seconda del tipo di terreno, del clima e della varietà di caffè. La drupa dell’Arabica si differenzia da quella della Robusta per tempi di maturazione e per forma: possono essere di forma più tonda o tendente all’ovale e hanno tempi di maturazione che variano dai 6 mesi ad un anno circa.

Drupa è il termine utilizzato in botanica per descrivere tutti quei frutti dotati di buccia esterna, polpa interna più morbida, e seme. Sono drupe anche le ciliegie, le pesche, l’oliva.

La drupa è molto importante perché al suo interno si trovano appunto i chicchi del caffè, amorevolmente avvolti da una membrana bianco-trasparente e poi dalla rossa pellicola esterna che caratterizza il frutto.

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Entreresti in enoteca per ordinare un bicchiere di vino qualsiasi?

Al bar o a casa tutti però bevono, genericamente, un caffè.

E non perché il caffè sia tutto uguale.

Quello del caffè è un mondo ampio e meraviglioso come quello del vino, in cui vitigno, luogo e lavorazione danno vita a vini che vanno dal dolce, aromatico e frizzante Moscato bianco ad un corposo rosso, come un Barolo invecchiato in botte. Lo sappiamo, uno è perfetto per il dessert, l’altro per accompagnare importanti piatti di carne, ad alcuni il Cabernet piace, altri preferiscono il Pinot Nero.

Si va per cantine e gli estimatori sorseggiando un vino ne sanno riconoscere il produttore e l’annata. La cultura del caffè non è molto diversa: si può scegliere un caffè in base a provenienza, lavorazione, gusto, momento della giornata e abbinamento.

Scegli il nostro caffè e fatti sorprendere.

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Occhio al tempo di estrazione del caffè 

Un espresso a regola d'arte non deve superare i 30 secondi di estrazione.

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Chi inventò la prima macchina
di caffè "espresso" ?

Angelo Moriondo (Torino, 6 giugno 1851 – Marentino, 31 maggio 1914) è stato un inventore e imprenditore italiano noto per aver realizzato la prima macchina da caffè espresso moderna, brevettata il 16 maggio 1884 e presentata all'Expo 1884 di Torino.

Così venne progettata la macchina del caffè istantaneo.

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7 Curiosità sul caffè che forse non sapevi

1. Dove si beve più caffè? ...in Finlandia!

Con un consumo annuo di 12 kg di caffè pro capite, la Finlandia figura al primo posto a livello mondiale. I finlandesi, tuttavia (e forse proprio per questo motivo), prediligono un caffè particolarmente leggero, con un grado di torrefazione poco comune in altri paesi: in Finlandia, il “kahvi” non può mai mancare, in nessuna occasione e per nessuna ragione.

2. Il caffè con il latte resta caldo più al lungo del nero.

Avete letto bene: il caffè con aggiunta di latte o panna resta caldo per più tempo (circa il 20% in più) rispetto al caffè nero. A spiegarci questo fatto intervengono le leggi della termodinamica: la velocità di raffreddamento di un oggetto caldo è proporzionale alla temperatura circostante.

3. Il caffè ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della webcam.

Il caffè stimola la creatività e l’inventiva. Infatti, la prima webcam è stata sviluppata presso la celebre Università di Cambridge per tenere sotto osservazione la macchinetta del caffè: puntando una telecamera sulla macchinetta era così possibile essere sempre aggiornati sulla disponibilità del caffè.

4. Il caffè NON disidrata.

Questa è una leggenda metropolitana dura a morire. Se è vero che il caffè ha un effetto diuretico, non si può dire che abbia un’azione disidratante: bevendo caffè, infatti, non si perdono più liquidi di quanti ne vengano ingeriti.

5. Anche il gatto più longevo del mondo beveva caffè.

Secondo quanto asserito dal suo umano, Creme Puff, la gatta da Guinnes dei primati morta alla veneranda età di ben 38 anni, beveva caffè ogni mattina.

6. Anche il decaffeinato contiene caffeina.

Decaffeinato, infatti, non significa completamente privo di caffeina. Durante il processo di decaffeinizzazione, infatti, viene sottratta una percentuale di caffeina che va dal 94 al 98 percento.

7. In principio, a colazione, fu la birra.

La colazione europea è ormai unita sotto il segno del caffè. Eppure c’era un tempo in cui, in molte parti d’Europa, la bevanda del risveglio non era il caffè, ma la birra.

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L'aggiunta di zucchero modifica il sapore naturale del caffè

Quando si aggiunge lo zucchero al caffè si verifica un vero e proprio cambiamento molecolare nel caffè preparato. Quando la caffeina, l'acqua e lo zucchero interagiscono, infatti, il sapore naturale del caffè cambia modificando l'equilibrio del gusto.

Non tutti lo sanno ma, nel caffè, lo zucchero c’è già! Arabica e Robusta, le specie di caffè più utilizzate a livello mondiale, contengono entrambe delle percentuali di zucchero (più alte nell’Arabica e più contenute nella Robusta).

Una delle “prove” del fatto che il caffè contiene zucchero possiamo trovarla proprio durante il processo di tostatura: il cambiamento del colore del chicco da verde a bruno-olivastro durante il surriscaldamento è dovuto, infatti, proprio alla caramellizzazione degli zuccheri ed è in questa fase delicata che la percentuale di zucchero nel chicco si abbassa.

La presenza di zucchero nel prodotto finito è poi in realtà così ridotta che il caffè può considerarsi una bevanda ipocalorica.100 grammi di caffè, infatti, contengono solo 2 calorie. Il caffè, inoltre, è anche ricco di polifenoli antiossidanti, con minerali essenziali come il ferro, il calcio, il magnesio, il potassio e il fosforo.

In conclusione, suggeriremo di assaggiare il caffè prima di aggiungere lo zucchero.

E se un cliente lo farà, crediamo che questo possa essere definito già un ottimo compromesso per iniziare ad assaporare le varie sfumature di gusto delle miscele di caffè.

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Occhio al caffè che bevi al Bar

Un sapore scadente del caffè può essere influenzato da diversi fattori, evidenziamoli:

La qualità del caffè:

Un caffè di scarsa qualità o scadente può avere un sapore poco gradevole. il caffè, (miscelato con varie qualità), spesso è “tagliato” con caffè di cattiva qualità

Le aziende di torrefazione hanno politiche commerciali poco chiare, più attente al controllo dei bar che non alla qualità del caffè acquistato ed erogato. I chicchi di caffè provengono da diverse regioni del mondo e variano in base al terreno, al clima e al metodo di coltivazione. Un caffè di alta qualità è generalmente coltivato in condizioni ottimali, selezionato con cura e lavorato con precisione. Chicchi di caffè di scarsa qualità o quelli che sono stati coltivati o raccolti in modo improprio possono avere un sapore poco piacevole, con note amare o terrose. Arabica o Robusta, quale scegliere?

Acqua e le macchinette:

L'acqua è un elemento cruciale nella preparazione del caffè, poiché costituisce la maggior parte del tuo espresso. L'uso di acqua di scarsa qualità ( in molte città è davvero pessima o contenente eccessivo cloro) può influire negativamente sul sapore del caffè. L'acqua troppo dura (cioè ricca di minerali) o troppo morbida può addirittura alterare il risultato finale. L'acqua ideale per il caffè dovrebbe essere pulita, priva di odori o sapori sgradevoli e avere una durezza moderata. Ne abbiamo parlato qui. Molti bar usano l'acqua del rubinetto, non utilizzano ne filtri ne addolcitori, per le loro macchine da caffè. Il personale a volte non sa fare il caffè e, ovviamente, neanche manutenere le macchine.

Freschezza e conservazione:

La freschezza dei chicchi di caffè è essenziale per ottenere il miglior sapore possibile. Il caffè è più saporito quando i chicchi sono stati macinati poco prima dell'uso. Se i chicchi sono vecchi o sono stati macinati da tempo, il caffè perde gradualmente aroma e sapore. L'ossidazione è il principale nemico della freschezza.

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Come degustare il caffè per apprezzarne gli aromi e i sapori

Per apprezzare al meglio un caffè di qualità, è importante degustarlo con attenzione, utilizzando tutti i sensi per valutare gli aromi e i sapori della bevanda.

Innanzitutto, è importante assaporare il caffè a piccoli sorsi, in modo da percepire la varietà di sapori e aromi che si sprigionano.

Si consiglia di tenere il caffè in bocca per alcuni secondi, per apprezzarne appieno le caratteristiche.

Per quanto riguarda gli aromi, è possibile distinguere diverse note: ogni tipo di caffè ha le proprie note caratteristiche, che possono essere percepite con un buon olfatto. In genere, è possibile annusare il caffè prima di berlo, per cogliere appieno gli aromi.

Per ciò che concerne i sapori, il caffè può presentare diverse sfumature, che variano dalla dolcezza all’acidità, dall’amarezza al retrogusto. La dolcezza può essere data dallo zucchero o dalle note fruttate, mentre l’acidità può essere data dalle note floreali o dai chicchi acidi. L’amarezza, invece, è una caratteristica tipica del caffè, che si percepisce soprattutto nella fase finale della degustazione. Il retrogusto, invece, è la sensazione che si avverte dopo aver bevuto il caffè, che può essere persistente e piacevole.

Occhio alla crema del caffè che bevi

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Vi sarà capitato almeno una volta che la crema del nostro espresso è più simile ad una schiuma, bolle grosse, la nostra bevanda tende a calare vistosamente nella tazzina lasciando un anello di crema sui bordi e si apre inesorabilmente al centro.

Tutto questo è dovuto nel 99% dei casi ad un caffè troppo fresco, ovvero tostato da pochissimo tempo.

Vi avevamo parlato qui dell’importanza del periodo di degasatura del caffè di almeno 48 ore per l’estrazione in espresso, questo perché durante la tostatura il caffè produce anidride carbonica, importante per la creazione della crema, ma solo nella giusta misura.

Inoltre il caffè ha un suo ciclo di vita, infatti dopo un periodo di riposo di alcuni giorni il caffè esprime il meglio di se nel primo mese e comunque deve essere consumato entro 3 mesi dalla tostatura se vogliamo preservare al meglio le sue

caratteristiche, poi comincia man mano a perdere le proprie qualità.

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Da dove proviene il caffè ?

Scopriamo insieme quali sono i principali produttori di caffè del mondo:

1. Brasile
Il Brasile è una vera potenza nella produzione di caffè. Il paese produce da solo quasi il 40% della fornitura mondiale di caffè.
Molte aree del Brasile hanno un clima perfettamente favorevole alla coltivazione del caffè. Le piantagioni di caffè coprono circa 27.000 chilometri quadrati del Brasile, la maggior parte si trova a Minas Gerais, San Paolo e Parana.
Il Brasile si differenzia dalla maggior parte delle altre nazioni produttrici di caffè in quanto asciuga le ciliegie di caffè al sole (caffè non lavato) invece di lavarle.
Il paese è così influente nella produzione di caffè che i sacchi di iuta da 60 chilogrammi che sono stati storicamente utilizzati per esportare i chicchi dal Brasile sono ancora lo standard globale per misurare la produzione e il commercio.

2. Vietnam
Il Vietnam ha una nicchia nel mercato mondiale in quanto ci concentriamo principalmente sul chicco Robusta più economico. I chicchi di Robusta possono contenere fino al doppio di caffeina rispetto ai chicchi di Arabica, il che conferisce al caffè un sapore più amaro.
Sebbene il caffè sia stato coltivato nella regione per oltre un secolo, la produzione è salita alle stelle negli anni '90 dopo che il governo comunista del Vietnam ha riformato l'economia.
Oggi il Vietnam rappresenta oltre il 40% della produzione mondiale di chicchi Robusta.

3. Colombia
Una popolare campagna pubblicitaria con un immaginario coltivatore di caffè di nome Juan Valdez ha contribuito a posizionare la Colombia come una delle nazioni produttrici di caffè più famose. Come bevanda ambita, il caffè colombiano è apprezzato per i suoi aromi aromatici, delicati e fruttati.

4. Indonesia
Alcuni dei caffè più rari del mondo occidentale provengono dall'Indonesia, incluso il Kopi Luwak, un tipo di chicco mangiato ed espulso dallo zibetto asiatico. Il caffè fatto con questi chicchi di caffè potrebbe costarti tra $ 35 e $ 100 per tazza.

Segue Etiopia, Honduras, India, Perù, Guatemala, Uganda.

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